Eppure ci sei ancora.
Ci sei ancora nella certezza di poterti incontrare salendo le scale del tribunale, in un giorno d’udienza e magari di sentirti raccontare che qualcosa si è sbloccato e che hai ripreso a dipingere. Ci sei ancora in quei quattro romanzi chiusi in un cassetto, nell’attesa che trovassimo tempo per occuparci anche di quello.
Ci sei ancora nella convinzione che ci sei e ci sarai sempre, nella vita come sul lavoro, a darmi le parole confortanti e capaci di guidarmi al di là del poco tempo a disposizione. Ci sei anche qui, tra questi post, e nella voglia di colmare la nostra curiosità su una sconosciuta Venere di Botticelli. Avremmo trovato il tempo, prima o poi, di andare a Torino. Ne ero sicura.
Ci sei in tutte le mie foto, grazie all’incoraggiamento che mi hai sempre dato. Te lo dissi a settembre, in occasione dell’inaugurazione della mia prima mostra. Mi commosse vederti commosso e mi commosse il progetto di fare una mostra insieme, tra pittura e fotografia, per raccontare agli altri le storie che scovavamo per strada. Avremmo avuto il tempo anche per quello. Tu forse non ne eri più convinto. Ma io sì. Ero sempre io a dirti di non preoccuparti, che c’è tempo per tutto.
Ci sei anche adesso, presente oggi come non mai, malgrado la telefonata di questa mattina ad annunciarmi che ci avevano rubato il tempo.
E questo è un sogno che non riesco a interrompere, per darci ancora del tempo.
Ci sei ancora nella certezza di poterti incontrare salendo le scale del tribunale, in un giorno d’udienza e magari di sentirti raccontare che qualcosa si è sbloccato e che hai ripreso a dipingere. Ci sei ancora in quei quattro romanzi chiusi in un cassetto, nell’attesa che trovassimo tempo per occuparci anche di quello.
Ci sei ancora nella convinzione che ci sei e ci sarai sempre, nella vita come sul lavoro, a darmi le parole confortanti e capaci di guidarmi al di là del poco tempo a disposizione. Ci sei anche qui, tra questi post, e nella voglia di colmare la nostra curiosità su una sconosciuta Venere di Botticelli. Avremmo trovato il tempo, prima o poi, di andare a Torino. Ne ero sicura.
Ci sei in tutte le mie foto, grazie all’incoraggiamento che mi hai sempre dato. Te lo dissi a settembre, in occasione dell’inaugurazione della mia prima mostra. Mi commosse vederti commosso e mi commosse il progetto di fare una mostra insieme, tra pittura e fotografia, per raccontare agli altri le storie che scovavamo per strada. Avremmo avuto il tempo anche per quello. Tu forse non ne eri più convinto. Ma io sì. Ero sempre io a dirti di non preoccuparti, che c’è tempo per tutto.
Ci sei anche adesso, presente oggi come non mai, malgrado la telefonata di questa mattina ad annunciarmi che ci avevano rubato il tempo.
E questo è un sogno che non riesco a interrompere, per darci ancora del tempo.
Sabato guardavo sfilare per Corso Buenos Aires, a migliaia di chilometri dalla loro terra, i loro occhietti seri. Nelle mani foto atroci di Gaza, nelle piccole bocche parole rancorose. 
